domenica 15 maggio 2011

Malaffare

Tra palazzi e palazzuni
ce stanno proprio tanti capruni
ca da gente sanno scurdato
e sta città sanno magnate.
Na femmena impotente
e ‘o masto suojo onnipresente
comme ‘e purpe hanno allungato
chelli mmani scellerati.
Dinto a ‘stu mare declassato
cu na nave hanno piscato:
tanti pisci dint’’a rezza
e a nuje ce resta sulo ‘a munnezza.

domenica 20 febbraio 2011

Semirealtà

Ci abbracciavamo
ci baciavamo.
Ridevamo ad ogni battuta.
Ci stringevamo
e insieme cantavamo.
Pregavamo.
Ci accarezzevamo.
Poi ci svegliammo,
mi svegliai.
Era un sogno.

domenica 30 gennaio 2011

Donna in attesa

Leggo tristezza
e lacrime non scendono.
Occhi di fiamme
guardano il mondo
con aria nuova.
Trasformarti vuoi
per battere il mondo
che cattivo vedi.
Le tue mani stanche
stringono una sigaretta
che consuma le ore
e brucia i pensieri.

Arancione

Arancione vedo il cielo,
nuvole passeggere
non fanno paura.
I miei occhi vanno al di là
delle apparenze terrestri,
ma anche di quelle celesti.
Illusioni non voglio
e ormai non cerco.
Voglio vedere la vita che fiorisce.
Voglio vedere il sole che sorge.
Voglio sentire il vento che fischia.
Voglio sentire una voce cantare.
Voglio vivere la vita.

sabato 29 gennaio 2011

Roma

Voi care stelle
da secoli siete testimoni di storia,
da quando i suoi abitanti
conquistarono il mondo.
E questa sera mi raccontate
d’innamorati che con occhi lucidi
dolci carezze si danno.
Raccontate di come le campane
sembrano un concerto
che risuona per tutte le strade.
Raccontate di amoriche i chilometri,
come mura possenti,
non riescono a far nascere.

Incontro

Saltata fuori da ogni realtà
che rende vano ogni gesto
tenendo per mano capelli lisci
che non mutano il tuo essere ninfa.
Ettari di terra non bastano,
vasti campi non coprono l'infinita
fetta d'amore che hai.
il tuo essere sogno
arreso si è alla voglia
di guardarci negli occhi.
Non aver paura, è questa mano
che va, che segue un sentiero
ignavo alla mente.

Zefiro

Dolce ma pur sempre vento.
Non spezzo alberi
non scalfisco rocce
non agito mari.
Ma muovo foglie
sposto sabbia.
E dolce il mio tocco
al dissertarti.
Zefiro è il mio nome
non scordarlo
e quando la mia mano
delicata sfiora il tuo viso
e rinfranca la tua fronte
impresso avrai il mio essere.